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DUMENZA


PRADECOLO: UNA VISTA DA MOZZARE IL FIATO

 


 

Dumenza è un paesino di poco meno di 1500 abitanti, confinante con la Svizzera. Incastonato tra il monte Lema e il monte Clivo, il suo territorio è cosparso di numerosi sentieri che permettono di fare lunghe camminate tra i boschi oppure di toccare cime di una certa altezza per ammirare un suggestivo paesaggio.

Un ottimo punto di partenza è la località Pradecolo. Da qui è possibile raggiungere il monte Lema, montagna metà italiana e metà svizzera, che con i suoi 1624 metri è la più alta vetta del Luinese, oppure l’Alpone, alpeggio con tipiche abitazioni con muri di pietra o, ancora, la Pian di Runo e la sua sorgente o l’alpe Pianello. Tutti i percorsi escursionistici sono ben segnalati e battuti, con diversi livelli di difficoltà.

Per raggiungere Pradeolo – che presenta un dislivello di circa 740 metri con Dumenza – è necessario percorrere una strada asfaltata di 31 tornanti (alcuni poco distanziati tra loro) con importanti pendenze. Una volta terminati, non si può non notare il rifugio Campiglio sulla sinistra. Da segnalare la presenza, a metà tragitto, del Convento Santissima Trinità dei monaci benedettini.

Una volta giunti in cima, la vista aspetta di essere ammirata: l’altezza e la vegetazione intorno creano una cornice mozzafiato. Da qui è possibile individuare tutti i paesi che si affacciano su una e l’altra sponda del lago, i castelli di Cannero e le vette alpine del Piemonte (quando il cielo è terso e non vi sono nuvole anche quella del monte Rosa). L’occhio si perde nell’immensità della vista e, appagati dalla bellezza del panorama, si rimane a bocca aperta.

Il rifugio Campiglio è un punto di riferimento e di sosta storico, che da pochi anni ha riaperto i battenti. Il suo nome è legato a quello del suo primo proprietario che nel 1916 acquistò l’immobile come alpeggio estivo per le mandrie dell’allevamento di Corsico (MI). Nei primi Anni 20, accanto alla baita per la stagionatura dei formaggi e alla stalla, vennero edificati un ristoro ed una chiesetta, intitolata alla Madonna del Buon Consiglio. Qualche anno dopo il complesso venne ampliato, con la realizzazione di un primo piano adibito a camere da letto. L’attività di bar e ristorante, invece, prese avvio negli Anni 50, sempre a conduzione della famiglia Campiglio.